Economía

Borse in diretta, petrolio oggi 28 maggio | L’Asia in rosso con la ripresa delle ostilità tra Usa ed Iran, sale il prezzo del gas

Borse in diretta, petrolio oggi 28 maggio | L’Asia in rosso con la ripresa delle ostilità tra Usa ed Iran, sale il prezzo del gas

I mercati si preparano alla pubblicazione dell'indice Pce sui prezzi delle spese per consumi personali negli Stati Uniti, l'indicatore dell'inflazione più attentamente monitorato dalla Federal Reserve, che in giornata fornirà nuovi indizi sul percorso di politica monetaria che verrà intrapreso sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Gli analisti prevedono un aumento dell'inflazione Pce complessiva dello 0,5% su base mensile, mentre l'inflazione Pce core dovrebbe crescere dello 0,3%. Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative che la Fed mantenga i tassi di interesse elevati più a lungo, anche se le scommesse degli operatori su un rialzo dei tassi quest'anno sono già salite al 60% sul mercato dei future. Sempre sul fronte inflazione domani in Europa usciranno i dati sui preliminari di maggio dei prezzi al consumo delle principali economie dell'area euro. Anche in questo caso è attesa un'accelerazione, ma sarà l'entità del rialzo a determinare il livello di preoccupazione per le banche centrali. Oggi, sempre negli Usa, sono attesi i dati sui sussidi settimanali di disoccupazione, la seconda stima sul Pil del primo trimestre e i numeri sui beni durevoli ad aprile. Inoltre il Tesoro venderà all'asta titoli di stato a 7 anni per 44 miliardi di dollari e per la Fed sono in agenda gli interventi del vicepresidente Philip Jefferson e del presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin. Invece per la Bce parleranno la presidente Christine Lagarde, la tedesca Isabel Schnabel e il capo economista Philip Lane.

Il Kuwait segnala l'intercettazione di attacchi missilistici. La Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha aperto il fuoco contro una petroliera statunitense che stava tentando di attraversare lo stretto, costringendola a tornare indietro. Ieri invece il Brent era sceso al livello più basso da oltre un mese e il Wti era arretrato del 5,55% sotto gli 89 dollari al barile, dopo che la tv di stato iraniana aveva diffuso l'ultima bozza del memorandum d'intesa con gli Usa, secondo la quale Teheran avrebbe ripristinato il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, mentre gli Stati Uniti avrebbero ritirato le forze militari dalle vicinanze dell'Iran e revocato il blocco navale. La bozza però è stata subito smentita da Trump: «Vogliono trattare e mettermi fretta ma non siamo ancora soddisfatti». Il presidente Usa ha aggiunto che, in base a qualsiasi accordo, lo Stretto di Hormuz, «deve essere aperto a tutti e nessuno lo controllerà». Dopo queste parole la tv di stato iraniana ha rimosso, senza fornire spiegazioni, i riferimenti al suo servizio dai propri account sui social media, anche perché l'Iran ha sempre insistito sulla sua volontà di imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo stretto. È comunque evidente che questa bozza più che a un accordo di pace somigliava a una road map rinviando i punti chiave del negoziato, quelli su cui le distanze tra le parti sono ancora notevoli, a un secondo momento: quindi niente di davvero deciso sul nucleare, sul destino dell'uranio già arricchito, sulle sanzioni al regime.

I mercati oscillano pericolosamente e arretrano dopo che gli Stati Uniti e l'Iran nelle prime ore di stamattina hanno effettuato nuovi attacchi, anche se fonti Usa affermano che il cessate il fuoco, sempre più teso, tra Washington e Teheran continua a reggere. I prezzi del petrolio, dopo essere calati di oltre il 5% ieri, sono tornati a salire e in Asia i listini perdono colpi, mentre i future a Wall Street sono in calo e quelli sull'EuroStoxx 50 perdono quasi l'1%, dopo che ieri a New York tutti e tre i principali indici hanno chiuso in leggero rialzo, toccando nuovi livelli record nella sessione regolare, sulla scia della forte ripresa trainata dall'intelligenza artificiale. A dimostrazione della diminuita propensione al rischio il dollaro, bene rifugio, si è rafforzato e i rendimenti sui Treasury sono risaliti, col 10 anni che è tornato al 4,5%, mentre l'oro ha toccato il minimo da due mesi in attesa dei dati odierni sull'inflazione a stelle e strisce e sulla scia delle crescenti aspettative di rialzo dei tassi d'interesse. Più nel dettaglio oggi sui mercati asiatici i future sul Brent e quelli sul Wti sono risaliti di oltre il 3%, restando comunque sotto i 100 dollari, dopo che l'esercito statunitense ha abbattuto 4 droni iraniani e colpito una stazione di controllo a terra nella città di Bandar Abbas, che secondo i militari Usa stava per lanciare un quinto drone, poche ore dopo che il presidente Donald Trump aveva respinto una notizia di fonte iraniana su un accordo per ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. 

Borse di Asia e Pacifico in rosso con la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Gli Usa hanno effettuato attacchi aerei contro una postazione militare
iraniana e imposto nuove sanzioni per impedire a Teheran di trarre profitto dal transito navi ad Hormuz. L'Iran, a sua volta, ha aperto il fuoco contro 4 navi che tentavano di attraversare lo Stretto. Il riaccendersi del conflitto sembra allontanare la possibilità di una tregua tra i due Paesi. In questo contesto anche i future sull'Europa sono negativi, così come lo sono
quelli su Wall Street. Tokyo lascia sul terreno lo 0,65%, Hong Kong l'1,42%, Seul lo 0,5%, Sydney l'1,45%. Tengono invece le Piazze cinesi con Shanghai che è marginale a +0,15% e Shenzhen a +0,7%. La lente, dal punto di vista macro, è ai dati dell'inflazione dagli Stati Uniti con la pubblicazione dell'indice dei prezzi Pce. E sempre, nel primissimo pomeriggio italiano, sono in calendario anche le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione e il Prodotto interno lordo annualizzato dagli Usa. Avvio in deciso rialzo per il prezzo del gas, ad un passo dai 48 euro al megawattora. Nel dettaglio, i contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, segnano un +2,99%, a 47,8 euro.

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