Economía

«Energia, servono più nucleare e rinnovabili»: qual è il «giusto mix» per garantire sicurezza

«Energia, servono più nucleare e rinnovabili»: qual è il «giusto mix» per garantire sicurezza

Le nuove parole d’ordine dell’energia? «Addizione», «infrastrutture» e «giusto mix». Perché se fino a prima delle guerre (Russia-Ucraina e da quest’anno anche Usa-Israele-Iran) il tema era «solo» la sostenibilità ambientale, dal 2020 e sempre più di recente si sono aggiunte altre urgenze. «Siamo in una fase nuova con un’accelerazione inedita – sostiene Fausto Torri, responsabile dell’area Energy Emea di Accenture, che interverrà all’apertura del Festival dell’Energia a Lecce – che cambia le priorità: crescita strutturale della domanda, sostenibilità dei costi e sicurezza degli approvvigionamenti. Con la crisi del gas abbiamo scoperto il problema del prezzo. Oggi la priorità è chiaramente la sicurezza: la disponibilità dell’energia non è più scontata. E la sicurezza passa da qui: più fonti e più infrastrutture per avere più capacità di integrazione». 

Dunque, addizione per aggiungere fonti energetiche e infrastrutture per trasportare quella energia addizionale. E il tema del giusto mix – cioè quali fonti utilizzare – non è secondario. Se si tiene presente che, proprio per un tema di sicurezza, l’indipendenza dalle forniture di altri Paesi è una questione chiave. E l’Italia è uno dei Paesi meno autonomi – dipendiamo per il 74%, molto di più di Francia (41%), Spagna e Germania (entrambe al 67%) secondo dati Accenture relativi al 2024 - visto che il nostro mix è composto ancora prevalentemente dal gas importato, oltre che da un po’ di acquisti di energia nucleare dalla Francia

Il mix delle fonti è stato studiato dal Mase, che ha presentato il piano nazionale energia e clima al 2030 (il Pniec) a Bruxelles, basato su una previsione di fabbisogno di energia elettrica di circa 400 terawattora (oggi l’Italia consuma poco più di 310 TWh). «Il punto – spiega Giuseppe Zollino, docente di Tecnica economica dell’energia e Impianti nucleari all’Università di Padova che presenterà a Lecce il Rapporto Energia curato per Proger – non è tanto quanto consumeremo, ma se ci saranno le condizioni per aumentare i consumi elettrici. I risultati dei nostri modelli mostrano che il ragionamento va rovesciato: siccome 400 TWh significano una maggiore elettrificazione, ci arriveremo quando e se saremo in grando si coprire la domanda con un mix sostenibile da un punto di vista ambientale ma soprattutto da quello dei costi».

 E quale sarebbe? «Visto che l’era del gas economico è finita – risponde Zollino - il mix ottimale, ipotizzando che il prezzo del gas sia 40 euro al megawattora (da tre mesi è intorno a 45-48 euro, ndr) è composto al 50% da energia nucleare, meno del 10% dal gas e il resto è rinnovabile. Il costo dell'energia si attesterebbe tra 80 e 90 euro/MWh (oggi circa 120 euro, ndr), mentre in uno scenario 100% rinnovabili sarebbe di 150 euro/MWh”. Ma aggiungere fonti energetiche non è a costo zero. «Per sostenere lo sviluppo di infrastrutture e tecnologie – conclude Torri - servono capitali su larga scala e nuovi modelli finanziari». 

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