Economía

Missione Silicon Valley: perché Ferrari ha lanciato la Luce. Al via gli ordini, con una novità assoluta

Missione Silicon Valley: perché Ferrari ha lanciato la Luce. Al via gli ordini, con una novità assoluta

Dopo il flop di Borsa, la Ferrari Luce si prepara al test del mercato. Oggi aprono gli ordini della nuova supercar elettrica del Cavallino, con una novità assoluta che dà il senso del controverso lancio: la priorità di acquisto sarà per i nuovi clienti non per gli affezionati della Rossa.  

Come detto, ieri l’accoglienza della prima Ferrari elettrica sul mercato finanziario è stata gelida. All’indomani della presentazione della Luce, martedì il Cavallino ha chiuso in rosso dell’8,4% a Piazza Affari, perdendo quasi 5 miliardi di euro di capitalizzazione di Borsa. A preoccupare gli esperti è il prezzo molto elevato — 550 mila euro, 90 mila in più dell’attuale modello più caro, la Testarossa — e i dubbi sulle prospettive di vendita. Sinora, le supercar green non hanno incontrato il favore del pubblico tanto che Porsche è stata costretta a svalutare per 4 miliardi la sua gamma a batteria e Lamborghini ha preferito cancellare il lancio della sua prima vettura elettrica, inizialmente previsto nel 2030.

Ferrari ha invece deciso di insistere e ha lavorato per cinque anni per creare un’auto che «tramanda nel futuro i valori che rendono la Ferrari immediatamente riconoscibile in tutto il mondo», ha spiegato John Elkann, presentando la vettura prima al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poi a papa Leone. Il design della Luce, firmato dal collettivo LoveFrom del «padre» dell’iPhone Jony Ive, è divisivo: volumi, linee inedite, fanali retrattili, cinque sedili, un bagagliaio enorme. 

Scelte stilistiche che hanno fatto storcere il naso ad appassionati e utenti social. «La Luce sembra un elettrodomestico», ha commentato un utente Reddit in un post con molte approvazioni. Tranchant, poi, è stata la valutazione di Luca Cordero di Montezemolo che di Ferrari è stato presidente dal 1991 al 2014. «Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari si rischia la distruzione di un mito», ha detto Montezemolo. «Mi dispiace moltissimo — ha aggiunto — spero che si tolga il Cavallino, almeno, da quella macchina». Critico anche il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini che su X ha scritto: «Elettrica, costosissima (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola... Sembra tutto fuorché un’auto del Cavallino. E questa sarebbe innovazione?». Caustico, infine, Flavio Briatore: «La Ferrari Luce ha un grande vantaggio: i cinesi non la copieranno».

Bene o male, purché se ne parli? Di sicuro, il debutto della Luce non è passato inosservato ed è diventato un caso mediatico. D’altra parte, i vertici di Maranello hanno voluto con forza un’auto di rottura nella sua estetica, volta a differenziarsi dalla tradizione. L’obiettivo, del resto, non è compiacere gli affezionati «ferraristi», ma conquistare nuovi clienti, anzitutto fra i giovani tecno-ricconi della Silicon Valley. Non a caso, circa metà degli invitati all’evento di lancio della nuova vettura non erano proprietari di Ferrari (in passato la quota di neofiti era del 10-20%). E, per la prima volta, il Cavallino darà priorità di acquisto ai nuovi clienti e non ai suoi proprietari più appassionati e fedeli.

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