1) Che cosa accade oggi ai prezzi sulla rete di distribuzione dei carburanti?
Oggi in tutta Italia parte il tetto ai prezzi stabilito dall’Eni che riguarda benzina e gasolio commercializzati da Enilive, la controllata di produzione e commercializzazione dei prodotti energetici dell’Eni.
2) Quanto costeranno benzina e diesel?
Ai distributori Eni ed Enilive, in modalità self la benzina costerà al massimo 1,99 euro e il gasolio 2,19 euro. Si tratta di 17 centesimi in meno rispetto ai prezzi medi della settimana scorsa. La misura durerà 30 giorni, ma il gruppo ha comunicato che potrebbe estenderla fino a fine anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
3 Quanto si risparmia su un pieno?
Il risparmio medio è di 8,5 euro per un pieno da 50 litri.
4 L’Eni manterrà invariato il tetto anche se il prezzo del petrolio salirà?
Sì, la compagnia manterrà il price cap anche se le quotazioni del petrolio saliranno.
5 Su quante stazioni di servizio sarà applicato il tetto al prezzo?
Il tetto vale per tutte le stazioni di rifornimento in Italia a marchio Eni o Enilive, che sono 3.846 su 21.750 impianti totali. Di queste circa un quarto, quindi quasi mille, non sono di proprietà o non sono gestite o non sono né di proprietà e né gestite dall’Eni.
6 Applicheranno il tetto anche quelli non di proprietà e che non sono gestite dall’Eni ma che espongono il marchio?
I distributori ricevono ogni mattina dalle major l’indicazione dei prezzi da applicare. Ma si tratta di prezzi consigliati, non obbligatori. Per questo motivo Eni ha previsto ristori. Nel caso di stazioni di servizio di proprietà di Eni e gestite direttamente da Eni l’applicazione dei tetti non richiede misure di ristoro. Nel caso di stazioni di servizio di proprietà di Eni ma gestite da terzi (i gestori), come rimborso dei costi per smaltire con l’applicazione dei tetti le giacenze acquisite dai singoli gestori prima dell’annuncio, Enilive rimborserà 1.500 euro, valore calcolato in base ai dati su una media delle giacenze normalmente presenti sulla rete Enilive. Nel caso di stazioni convenzionate, vale a dire che non sono proprietà di Eni ma alle quali la società ha concesso l’utilizzo del marchio, Eni rimborserà la differenza tra il prezzo contrattuale al quale acquistano i carburanti e il prezzo al quale li venderebbero senza il tetto.
7 L’Eni ci «perde» applicando il tetto?
Per l’Eni è economicamente un impegno, ma può permetterselo perché è un operatore cosiddetto «integrato»: è attiva lungo tutta la filiera tra estrazione, raffinazione e distribuzione, quindi vende anche i suoi prodotti raffinati e usa il greggio che estrae.
8 Quanto costa all’Eni aver messo il tetto ai prezzi?
In base ai dati pubblici più recenti, quelli contenuti nella semestrale, Eni vende sulla rete circa 600 milioni di litri al mese tra gasolio e benzina. Considerando lo «sconto» di 17 centesimi rispetto ai prezzi medi attuali e di quando ha annunciato la misura venerdì scorso, si tratta di un impegno economico in termini di calo del guadagno di circa 100 milioni di euro. Se però Eni venderà di più grazie ai prezzi più bassi, ipotizzando un aumento delle vendite della rete del 20% le mancate entrate saranno di 120 milioni in 30 giorni, ma saranno almeno in parte compensate dalla crescita della quota di mercato.
9 Ci sono altre compagnie che faranno sconti al distributore?
Sì. Ieri La compagnia azera Socar, che da maggio ha acquisito Italiana Petroli (Ip), ha annunciato la decisione di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti.
10 C’è un price cap?
No, Ip non metterà un prezzo massimo prefissato. Il valore del prezzo sarà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera. In questo modo la compagnia statale azera aderisce all’appello del governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese.
11 Dove sarà applicato il calmiere?
In totale Ip ha 4.575 stazioni in Italia. Il calmiere sarà applicato progressivamente da oggi a partire dalle stazioni di proprietà Ip, circa 2 mila in Italia. Successivamente sulle restanti a marchio Ip. Socar valuta anche come estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip.