A New York ha vinto il primo Slam della carriera, nel 2022 a 19 anni, diventando il numero 1 più giovane di sempre. Di New York è il re, campione in carica degli Us Open grazie al successo in finale contro Jannik Sinner l’anno scorso. Il suo torneo: Carlos Alcaraz is back, «Estoy de vuleta» (sono tornato) ha annunciato sorridendo su Instagram in un post in collaborazione con Fabrizio Romano. L’«Here we go» che accompagna i colpi di calciomercato, ieri ha agitato anche gli appassionati di tennis: dopo quattro mesi e mezzo di assenza per l’infortunio al polso destro, il calvario di Alcaraz terminerà nell’ultimo Slam della stagione.
Carlos ha sciolto le riserve dopo aver alzato i giri in allenamento negli ultimi giorni a Murcia. Nella sua accademia ha ospitato Holger Rune, colpito da un infortunio ancor più grave (rottura del tendine d’Achille, non gioca dallo scorso ottobre): le sensazioni dopo gli scambi intensi con il coetaneo danese sono state ottime, i tempi sono maturi per tornare. Alcaraz non gioca dal 14 aprile, a New York esordirà tra il 30 agosto e il 1° settembre: in mezzo una vita tennistica, due Slam (Roland Garros e Wimbledon) oltre a quattro Masters 1000, mentre lo spagnolo pianificava il rientro un passetto per volta, senza prendersi rischi. Inutile affrettare i tempi con una carriera davanti, pensiero condiviso da Jannik Sinner e dal suo team: in attesa di rivederli contro in campo — un solo confronto quest’anno, nella finale di Montecarlo vinta dall’azzurro — la speranza è che ci sia un botta e risposta a distanza, Jannik a New York dopo l’annuncio di ieri di Alcaraz. La presenza di Sinner agli Us Open non è però ancora una certezza: dopo aver saltato Cincinnati per proseguire con le sedute di fisioterapia al ginocchio destro al J Medical di Torino, il numero 1 prenderà la decisione definitiva in questi giorni. Giocherà a New York solo se il ginocchio sarà al 100%, la cautela resta la stella polare da seguire a discapito delle ambizioni nel breve periodo.
Qualora anche Sinner dovesse partecipare allo Slam di Flushing Meadows, i due fenomeni potrebbero affrontarsi già in semifinale: Alcaraz ha perso la seconda posizione ed è stato scavalcato da Sascha Zverev, fin qui deludente negli Stati Uniti con solamente due vittorie tra Montreal e Cincinnati. Ha approfittato dell’assenza dei giganti per sbloccarsi a livello Slam vincendo il Roland Garros (Jannik c’era, ma è crollato al secondo turno contro Cerundolo) negli ultimi tornei si è però oscurato da solo.
Alcaraz e Sinner, intanto, hanno scoperto nuove sfaccettature di un tennis che viaggia alla velocità della luce: Jannik ha scavato alla ricerca di risposte sul ginocchio tra Milano e Torino, Carlos si è allenato con la mano sinistra, poi con una racchetta senza corde per simulare i movimenti senza sollecitare il polso, infine con l’occhio destro bendato per potenziare la percezione periferica e la reattività. Arriverà agli Us Open senza però partite nelle gambe: una sfida enorme. Carlos chiama, Jannik risponde? New York ormai è vicinissima.
21 ago 2026 | 07:59