Economia

Delfin, cosa cambia con gli eredi Del Vecchio più liberi nel trasferimento delle quote? Le tappe del riassetto

Delfin, cosa cambia con gli eredi Del Vecchio più liberi nel trasferimento delle quote? Le tappe del riassetto

Il 17 agosto sono scaduti i termini fissati dalla legge lussemburghese ed è arrivato il via libera al trasferimento del 25% di Delfin detenuto da Paola e Luca Del Vecchio che così potranno conferire le rispettive quote del 12,5% in veicoli di loro proprietà. Nove mesi fa i due azionisti di Delfin avevano fatto riferimento alla legge del Granducato (che prevale sullo statuto di Delfin) per conferire la propria quota, cosa che lo statuto Delfin non consente. Sulla carta la legge del Granducato richiedeva tre mesi di tempo per permettere agli altri sei azionisti — Claudio, Marisa, Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio, Rocco Basilico più Nicoletta Zampillo — di esercitare il diritto di prelazione da parte dei soci e quello di riscatto da parte della stessa Delfin. Marisa aveva però fatto domanda di allungare i tempi e ottenuto altri sei mesi, durante i quali peraltro nessuna delle parti si è però fatta avanti per esercitare i propri diritti. In questo caso poi non si è dovuto passare dai giudici bensì aspettare la naturale scadenza fissata appunto il 17 agosto. E non è stata necessaria alcuna perizia per determinare il prezzo, come è invece avvenuto nel caso di Basilico che aveva richiesto il trasferimento di uno 0,4% perché Leonardo Maria in quel momento sembrava interessato ad acquistarlo.

È un bel passo avanti dal punto di vista degli azionisti che ora possono superare il veto statutario che impedisce la cosiddetta bancabilità della loro quota: Luca e Paola potranno per esempio darla in pegno alle banche a fronte di finanziamenti o liberamente trasferirla tra di loro. Anche Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio più Rocco Basilico avevano avanzato la medesima richiesta che seguirà lo stesso iter. Ci vorrà solo un po’ di pazienza in più perché Delfin, per conto dei soci, ha domandato una proroga dei tempi per lasciare aperte le prelazioni. Ma gli eredi dell’impero del valore di oltre 40 miliardi che oltre al 32,4% di EssilorLuxottica, custodisce anche il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio vedono di fatto sbloccarsi l’impasse. Il riassetto delle quote potrebbe non essere più un miraggio.
Leonardo Maria aveva tentato di acquistare il 25% da Luca e Paola con un maxi finanziamento di 10 miliardi dalle banche che volevano l’estensione delle garanzie sulle quote acquisite. Cosa impossibile per Delfin da concedere in quel momento. Ora, se volesse acquistare quel 25%, il giovane imprenditore potrebbe dare le azioni a garanzia. Da quanto emerso, a primavera Leonardo Maria, dopo il fallimento del negoziato con le banche, aveva aperto un dialogo con il fondo Apollo per valutare se fosse possibile finanziare l’operazione, oltreché rivedere la struttura del suo debito, sopra il miliardo.

Non solo. Dopo l’addio del quarto figlio del fondatore agli incarichi operativi nella multinazionale, i rapporti tra azionisti potrebbero essere più fluidi nel reciproco interesse. Cosa di cui beneficerebbe il riassetto azionario ma anche altre partite come l’innalzamento del tetto degli utili, ora bloccato al 10% senza un accordo tra soci. Luca, Clemente e Paola chiedono da tempo una modifica della governance e quindi dello statuto e non hanno favorito lo sblocco delle cedole di Delfin.
Come rivelato da Mf, Luca e Paola si sarebbero preparati al trasferimento delle loro quote costituendo società personali ad hoc. Per esempio a fine luglio Paola Del Vecchio ha creato una nuova società nel Granducato, la Nemora sarl, nella quale potrebbe confluire la sua quota in Delfin

2 settembre 2026, 07:37 - Aggiornata il 2 settembre 2026 , 07:37

Potresti esserti perso