L'Ucraina "non ha più praticamente
centrali termoelettriche intatte" sul suo territorio, dopo
l'escalation di attacchi condotti con droni e missili balistici
dalla Russia. Lo ha affermato oggi il presidente Volodymyr
Zelensky, citato dai media britannici e internazionali a margine
di una visita in Serbia, uno dei Paesi europei più vicini a
Mosca, e di un vertice con il collega serbo Aleksandar Vucic.
Zelensky ha quindi lanciato un allarme in vista della prossima
stagione invernale nel suo Paese, soprattutto se la guerra
dovesse proseguire. Vladimir Putin, ha poi accusato, "vuole
rendere le vite degli ucraini insopportabili".
La Serbia e l'Ucraina guardano a un futuro ingresso nell'Ue
come a un percorso comune, ha sottolineato Vucic, durante una
conferenza stampa congiunta a conclusione dell'odierna visita
inedita a Belgrado di Zelensky.
"L'Ucraina avrà sempre il nostro sostegno nel suo cammino
verso l'Ue, non abbiamo problemi al riguardo nel nostro futuro,
la Serbia farà tutto il possibile per aiutare" Kiev nel suo
avvicinamento a Bruxelles, ha affermato Vucic. Discorso diverso
invece in relazione alla Nato, approdo che la Serbia - uno dei
Paesi europei tradizionalmente più vicini a Mosca e che fu
bersaglio degli attacchi dell'Alleanza Atlantica durante la
guerra per il Kosovo - esclude pure per se stessa.
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