Nella cordata italiana per l’ex Ilva ci sono quasi tutti i big della siderurgia nazionale. Dietro la manifestazione di interesse presentata da Federacciai ci sono 14 imprese. Ci sono colossi come Marcegaglia, primo gruppo siderurgico italiano per fatturato, con 6,8 miliardi di fatturato nel 2025, e Arvedi che ha chiuso il 2025 a 5,5 miliardi.
In particolare Marcegaglia partecipa alla cordata con Marcegaglia Carbon Steel, la società del gruppo di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova)che produce prodotti piani – nastri, coils e lamiere – in acciaio al carbonio e acciaio preverniciato, oltre a tubi saldati in acciaio al carbonio e ogni anno lavora 4,5 milioni di tonnellate di acciaio.
Acciaieria Arvedi, nei suoi stabilimenti a Cremona e Trieste produce coils in acciaio al carbonio di qualità, neri, decapati, zincati e preverniciati. Il gruppo Arvedi produce anche tubi in acciaio al carbonio e, attraverso altre società, acciaio inox.
In cordata c’è anche Abs-Acciaierie Bertoli Safau, la divisione siderurgica del Gruppo Danieli, specializzata nella produzione di acciai lunghi speciali. Il quartier generale e principale sito produttivo si trovano a Pozzuolo del Friuli, in provincia di Udine. Abs nasce nel 1988, a Pozzuolo del Friuli, dall’unione di due acciaierie: le Officine Bertoli e le Acciaierie Safau. L’azienda produce nei due siti di Cargnacco, in provincia di Udine, e Sisak, in Croazia e ha un centro di ricerca a Metz in Francia.
Un’altra friulana, tra le 14 imprese che hanno risposto alla chiamata di Federacciai, è Compagnia Siderurgica Italiana, la holding del gruppo Pittini, che ha sede a Osoppo, in provincia di Udine. Le aziende del gruppo producono acciai destinati all’edilizia e all’industria meccanica a partire da materiali ferrosi riciclati.
Ci sono poi le venete AFV Acciaierie Beltrame e Acciaierie Venete. Il gruppo guidato da Alessandro Banzato ha una capacità produttiva di quasi due milioni di tonnellate all’anno di acciaio, che viene prodotto a Padova, Sarezzo e Borgo Valsugana, trasformato in prodotti finiti a Padova, Sarezzo, Mura, Dolcè, Odolo e Buja e, per alcune applicazioni, lavorato ulteriormente a Modena e a Idro. I suoi prodotti vengono utilizzati nei settori dell'industria automobilistica, delle attrezzature per macchine movimento terra e macchine agricole, dell’energia, per la meccanica e le costruzioni.
AFV Acciaierie Beltrame, parte del gruppo Beltrame, è specializzata nella produzione di laminati mercantili e profili speciali destinati principalmente all'edilizia. Opera in Italia nei tre siti di Vicenza, San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, e San Didero, in provincia di Torino.
In cordata c’è anche un numeroso gruppo di aziende bresciane. A partire da Duferco, guidata dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, che ha sede a San Zeno Naviglio e ha altri tre stabilimenti a Pallanzeno nel Verbano, Giammoro, in provincia di Messina, e San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. Poi c’è Feralpi Siderurgica, la capostipite del gruppo guidato da Giuseppe Pasini, con sede a Lonato del Garda, specializzata nella produzione di tondo per cemento armato in barre, vergella liscia e nervata, tondo ribobinato, trafilato e rete elettrosaldata. A cui si aggiungono Alfa Acciai, Advanced Steel Solutions del gruppo Asonext, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding e Ori Martin. Questi gruppi, come ha ricostruito il Corriere di Brescia, avrebbero risposto a una chiamata alle armi di Confindustria, in cambio dell’assicurazione da parte del governo dell’appoggio sulla revisione dell’Ets.