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Kelly Doualla, un bronzo mondiale che sa di storia: «Ho battuto anche l'ansia»

Kelly Doualla, un bronzo mondiale che sa di storia: «Ho battuto anche l'ansia»

C’è questa foto bellissima che arriva dall’altra parte del mondo e che dimostra, ancora una volta, che l’atletica italiana viaggia a una velocità cui la società non riesce a stare dietro: Kelly Doualla, il bronzo mondiale Under 20 al collo e il tricolore sulle spalle, volto dei teenager azzurri in trasferta in uno dei templi dello sport mondiale, Hayward Field cuore pulsante dell’Università dell’Oregon che irrorò di sangue il leggendario mezzofondo di Steve Prefontaine.

A 16 anni e 259 giorni, Speedy Kelly ha infilato le unghie nella prima medaglia di sempre di un’italiana nei 100 metri a livello mondo, non era scontato contro avversarie più grandi, e l’oro continentale Under 18 di Rieti in 11”14, benché rappresentasse un buon viatico, non ha impressionato né l’americana Mia Maxwell né la giamaicana Shanoya Douglas, che le si sono piazzate davanti con la forza di muscoli più sviluppati ed esperienza maggiore.

Una partenza eccellente, 40 metri da manuale, poi Kelly da Sant’Angelo Lodigiano, Italy, ha visto sfilare via le più forti (Maxwell in 11”14, Douglas in 11”17) ma ha saputo difendere nel lanciato il ritorno delle altre. Terza in 11”27 vale un’altra pagina di storia dello sprint nostrano: l’urlo di Doualla è risuonato nel cielo di Eugene velato dal fumo degli incendi e nella pancia dello stadio. Il velocista Luca Castellazzi ha imprigionato in un abbraccio la corsa impazzita di gioia di Kelly, poi sono arrivati gli altri azzurri e la foto, clic, è decollata verso l’Italia. «Devo ammettere che prima della gara sono stata assalita dall’ansia — racconta lei con la concitazione dei giovani —, ma sui blocchi ho deciso di combattere la Kelly ansiosa e le ho detto: vai via! All’arrivo ho temuto, poi ho guardato il cronometro e mi è salito quel grido. Sono abituata a standard migliori, però non mi lamento». Walter Monti, il bravo coach della campionessa, risponde dal mare. È stato sveglio tutta la notte: «Alla tv ho visto una Kelly in modalità occhio di tigre, come a Rieti. Quando corre nello stato di flow, immersa nell’azione e decontratta, è impressionante». 

La novità, rispetto ai risultati dell’inizio, è l’ansia da prestazione emersa strada facendo, che Monti spiega così: «È una cosa nuova di quest’anno: vorrei convincerla a intraprendere un percorso con uno specialista, lo fanno tutti, non c’è niente di strano. Dopo i due ori agli Europei Under 20 di Tampere, la pressione è cresciuta: ora, ovunque corra, Kelly si ritrova al centro dell’attenzione. Spesso ci dimentichiamo che è una ragazzina, ha solo 16 anni. La pressione bisogna imparare a gestirla. Ma con questo bronzo la Kelly angelo ha battuto la Kelly diavolo, cavandosela egregiamente da sola». Piccole donne crescono. Anzi, stanno crescendo. Gli aerei presi da Doualla si contano sulle dita di due mani, il sogno è un viaggio in Camerun nella terra dei genitori emigrati a Pavia, dove è nata il 20 novembre 2009, scorpione.

Nel frattempo, la Nazionale giovanile è una seconda famiglia da cui attingere affetto e stima: «L’abbraccio ai compagni dopo la gara è stato il mio ringraziamento perché sono stati eccezionali: mi hanno supportata attraverso batterie e semifinali — racconta —. E mi hanno aspettata anche dopo il podio, per festeggiare insieme». Se la forza interiore di questa formidabile 16enne non finisce di stupire, è da sottolineare anche la gestione attenta di coach Monti insieme ai tecnici federali, il dt La Torre in testa. «Come l’anno scorso rinunciò al Mondiale di Tokyo, così Doualla non andrà all’Europeo di Birmingham, una decisione presa di concerto con la Federazione», spiega Walter.

Si avanza a piccoli passi oculati, il talento va trattato con i guanti. Kelly il 30 agosto correrà il Grand Prix di Brescia, poi tornerà bambina nella finale dei Campionati di società allievi con il suo Cus Pro Patria. «L’anno prossimo passerà junior, aggiungeremo un allenamento in più a settimana: da quattro a cinque, mentre le coetanee più forti già si allenano tutti i giorni. Non perdiamo la testa». E altri due anni di liceo sportivo, come minimo. Speedy Kelly va di fretta, ma non troppo.

8 ago 2026 | 07:34

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