Economia

La biotech italiana Aptadir raccoglie 40 milioni per sviluppare farmaci contro la sindrome dell’X fragile e altre malattie rare

La biotech italiana Aptadir raccoglie 40 milioni per sviluppare farmaci contro la sindrome dell’X fragile e altre malattie rare

La startup Aptadir raccoglie 40 milioni, chiudendo il più grande round seed per una biotech italiana e tra i maggiori in Europa. Fondata nel 2024, Aptadir è attualmente un’impresa unipersonale, formata e guidata dal ceo Giovanni Amabile che nel 2014 è stato fra gli autori di uno studio sulle terapie a base di Rna per la cura di malattie rare. «Lavoriamo su patologie causate dal silenziamento di un gene che, di norma, esprime una proteina», dice Amabile. «Abbiamo sviluppato una nuova classe di molecole in grado di “risvegliare” questi geni “silenti” che sono all’origine di diverse malattie rare — prosegue — ne abbiamo identificate su cui potremmo intervenire e per tre di loro stiamo già lavorando allo sviluppo di farmaci». 

Il più avanzato mira a curare la sindrome dell’X Fragile, una malattia a carico del sistema nervoso centrale che, si stima, affligge due milioni di persone nel mondo, di cui 200 mila in Europa e Stati Uniti. «Abbiamo stimato che ogni paziente affetto da X fragile grava per 100-150 mila euro all’anno sul Servizio sanitario nazionale», sostiene Amabile. I test del farmaco su tessuti derivanti da pazienti sono stati promettenti tanto da spingere un ampio gruppo di investitori a puntare su Adaptir un ammontare consistente di risorse, per la metà provenienti dall’estero. Al round hanno partecipato, fra gli altri, il fondo britannico 4Bio, l’emiratina Crescent Enterprises (azionista anche di Anthropic), Cdp Venture Capital, Angelini Ventures.

 «Utilizzeremo una parte delle risorse per avanzare il farmaco in tutte le fasi di sviluppo inclusa la produzione e gli studi clinici e assumeremo oltre 20 persone», spiega Amabile. «Puntiamo a iniziare il primo studio sui pazienti entro 18 mesi, con l’idea di arrivare alla immissione in commercio nel 2030». Nel frattempo, Aptadir intende aprire una seconda sede negli Stati Uniti e proseguire nella ricerca, se del caso anche collaborando con multinazionali del farmaco. L’idea di Amabile è però quella di mantenere la startup indipendente e di farla crescere. 

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