DAL NOSTRO INVIATO
BURSA — L'enorme coccodrillo che fa da copertura allo stadio di Bursa ha la bocca spalancata pronto al primo boccone. Già perché l'Italia contro la Turchia non ha mai perso in 13 precedenti e qui sognano il colpaccio contro gli azzurri. Roberto Mancini ha lasciato a Coverciano 10 giocatori tra cui Barella, Mancini e Maldini: «Ma lo avevamo già stabilito. Questa è una trasferta lunga ed era inutile portare tutti», precisa.
Soprattutto i senatori devono dare di più: «Prendetevela solo con noi — dice Sandro Tonali — ma per favore lasciate stare i più giovani, io ci sono passato e fa male». L'obiettivo è vincere per puntare al terzo posto che evita la retrocessione diretta in Lega B, ma anche non perdere sarebbe importante.
«A livello di sistema non credo che cambierà molto dopo una sola partita — spiega il ct —. Dobbiamo continuare a migliorare. Il clima ostile dopo i fischi dell'Olimpico? Ci sta, credo sia abbastanza normale: l'unica soluzione è tornare a vincere, quindi dipende da noi. Rispetto alla mia prima esperienza è una situazione diversa: abbiamo solo bisogno di tempo per lavorare insieme, non c'è bisogno di altro. Dovremo di sicuro essere più aggressivi, pressare meglio, mi aspetto una crescita».
Con l'interista Barella e il romanista Mancini assenti, Di Lorenzo in panchina e con le quattro partite in 11 giorni, il ct rivoluziona soprattutto la difesa, che può essere composta da Kayode, Scalvini, Bastoni (squalificato col Belgio) e Ruggeri a completare la linea.
Al posto di Romano («che mi è piaciuto tanto, su di lui crediamo molto») in regia potrebbe esserci Tonali per dare protezione alla difesa anche in vista delle fughe in avanti di Doumbia, possibile esordiente dal primo minuto, e Frattesi. L'attacco è il vero rebus: «Abbiamo giocato da 48 ore, non so se Kean recupera» concede Mancini, che potrebbe dividere la coppia tra l'attaccante del Como e Pio Esposito, che potrebbe anche giocare nel tridente col fratello Sebastiano e con Vergara.