Satispay si prepara a diventare una banca. La fintech ha lanciato ieri tre carte di debito in collaborazione con Mastercard, compiendo un passo deciso verso il settore bancario. Le tre carte consentiranno ai 6,5 milioni utenti non solo di fare acquisti nei negozi che non accettano Satispay ma anche di pagare all’estero. Daranno poi accesso a una serie di servizi diversificati in base all’ammontare del canone — da 3,99 a 39,99 euro al mese. Da settembre, tuttavia, la carta «base» sarà disponibile anche senza necessità di sottoscrivere un abbonamento.
Si tratta di una svolta drastica per Satispay, che è nata nel 2013 con l’idea di costruire una rete di pagamento alternativa e più economica rispetto a quelli tradizionali. Nel tempo, la fintech ha portato a bordo 450 mila esercenti che hanno esposto il Qr code per gli acquisti via app. Che fine farà questo progetto? Sarà cannibalizzato dalle nuove carte Mastercard? Il ceo Alberto Dalmasso è convinto che i due circuiti possano convivere, servendo abitudini di acquisto e casi d’uso diversi.
Satispay sta poi valutando di chiedere una licenza bancaria che trasformerebbe la fintech in una banca a tutto tondo. D’altronde, attorno ai pagamenti, la società ha costruito una piattaforma di servizi che va dai buoni pasto agli acquisti a rate senza interessi (Bnpl), passando per le assicurazioni e la sottoscrizione di fondi monetari e di investimento. Un’offerta che ha consentito a Satispay di arrivare a 120 milioni di ricavi annualizzati (proiettando, cioè, sull’anno il giro d’affari dell’ultimo mese), registrando un tasso di crescita del 75%.
A tutto ciò si aggiungerà a partire dalla prossima settimana la possibilità per gli utenti di comprare direttamente dall’app azioni e fondi Etf, anche frazionati. Sarà infatti possibile investire anche solo un euro, a fronte di una commissione fissa di 89 centesimi che sarà azzerata per i piani di accumulo basati sugli Etf offerti da Vanguard.
Forte dell’aumento di capitale da 120 milioni appena deliberato — e sottoscritto per la metà dagli attuali azionisti — Satispay è insomma pronta a lanciare la sfida non solo alle banche tradizionali, ma anche a quelle digitali come Revolut che in Italia ha superato i 5 milioni di clienti. «Pensiamo — ha concluso Dalmasso — che, a livello europeo, ci sia spazio per diversi grandi campioni tecnologici dei servizi finanziari».
7 luglio 2026, 18:09 - Aggiornata il 7 luglio 2026 , 18:25