Economía

Bancomat accelera sulla stablecoin in euro: le banche italiane pronte alla sperimentazione

Bancomat accelera sulla stablecoin in euro: le banche italiane pronte alla sperimentazione

Bancomat accelera su Eurbank, la stablecoin in euro. La società guidata da Fabrizio Burlando ha annunciato che le principali banche italiane sono pronte a studiare casi d’uso per lo strumento: fra loro, Banca Generali, Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Banco Bpm, Bper, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo. 

In attesa che arrivino le autorizzazioni regolamentari per l’emissione di Eurbank, questi istituti si sono resi disponibili a una sperimentazione tecnica della stablecoin in euro, ossia senza il coinvolgimento della clientela. Ambiti applicativi possibili sono i pagamenti 24/7, la riduzione dei costi della gestione dei flussi di denaro internazionali per le imprese e la tokenizzazione degli strumenti finanziari che, per esempio, potrebbe consentire l’acquisto e lo scambio del debito pubblico italiano a costi minimi e anche in piccolissimi tagli. 

«Il nostro obiettivo è dimostrare che innovazione e stabilità non sono in contraddizione - ha spiegato il ceo di Bancomat Burlando - si può costruire un'infrastruttura digitale moderna restando pienamente dentro la logica della fiducia e della tutela del risparmio». Il progetto Eurbank ha ricevuto  la benedizione dell’Associazione bancaria italiana. «Abi guarda con favore alle iniziative di settore sulle stablecoin finalizzate ad approfondire scenari, opportunità e possibili soluzioni a beneficio dell’intero settore bancario italiano e, più in generale, del Paese», ha detto Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’associazione. «Si tratta di un percorso che può svilupparsi in modo complementare e coerente con le iniziative pubbliche in corso, contribuendo a rafforzare innovazione, sicurezza e competitività dell’ecosistema finanziario nazionale».

Eurbank non è l’unico progetto di stablecoin in euro coltivato dalle banche italiane. Unicredit, Banca Sella, Intesa Sanpaolo e Bper fanno infatti parte anche del consorzio di 37 banche europee che sta lavorando al lancio della stsablecoin Qivalis. L’obiettivo di queste iniziative è certamente industriale - offrire ai clienti un prodotto più efficiente - ma anche, lato sensu, politico. Attualmente, infatti, il panorama delle stablecoin è dominato da Tether, Circle e altre «valute digitali stabili» ancorate al dollaro. Un predominio digitale che finisce per rafforzare l’egemonia del biglietto verde a scapito della sovranità monetaria europea. 

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