Questo mese, domenica 28, Elon Musk compirà 55 anni. E questo sarà un mese fondamentale per l’imprenditore sudafricano naturalizzato americano. Nato a Pretoria, Musk ha una carriera contraddistinta da molteplici attività, tra cui tecnologia, automotive, trasporti spaziali e politica. Non poteva mancare quella di banchiere. Ma andiamo con ordine.
Nelle scorse settimane Donald Trump è andato a Pechino per uno storico incontro con Xi Jinping. Il viaggio mirava ad assicurare accordi commerciali e affrontare temi geopolitici cruciali per lo stato di salute del mondo. Assieme a lui, mezzo Gotha di Wall Street. Il presidente Usa ha invitato i vertici di diversi colossi statunitensi, tra cui ovviamente Musk, ceo di Tesla e di SpaceX, Tim Cook di Apple, Larry Fink di BlackRock e Kelly Ortberg di Boeing. Si sono uniti alla delegazione anche altri manager, tra cui Stephen Schwarzman di Blackstone, Brian Sikes di Cargill, Jane Fraser di Citigroup, Lawrence Culp di Ge Aerospace, David Solomon di Goldman Sachs, Michael Miebach di Mastercard e Ryan McInerney di Visa. Alcuni osservatori hanno sottolineato l’assenza del dominus Jamie Dimon, ceo di JpMorgan, ma si sa che i rapporti con Trump non sono idilliaci.
A proposito di banche il funambolico Musk è entrato più di un anno fa nel mondo dei pagamenti lanciando Xmoney, una piattaforma integrata nel network X (ex Twitter) che offre un cashback del 3% e interessi sui risparmi del 6%, un tasso quasi 15 volte superiore alla media americana. Il servizio include anche un assistente Ai e una carta di debito Visa. XMoney rappresenta uno spartiacque nel settore dei conti online, offrendo la possibilità di amministrare e movimentare i propri fondi senza mai dover lasciare la piattaforma X. Questo modello punta a semplificare la quotidianità finanziaria, abbattendo le barriere tra comunicazione digitale e finanza personale.
Secondo le stime più recenti, nel 2025 X ha superato 611 milioni di utenti attivi mensili globali. Negli Stati Uniti, i fruitori sono circa 50,5 milioni. Certo, su Xmoney continuano a restare alcune perplessità. Specialmente politiche. I senatori democratici hanno sollevato dubbi sulla licenza. Elizabeth Warren, esponente della Commissione bancaria del Senato, ha messo nel mirino la stessa idoneità e capacità di Musk nel guidare un istituto. Ma questo non ha fermato l’imprenditore più poliedrico al mondo. Va sempre ricordato che c’è un filo rosso che lega molte delle iniziative di Musk: la disintermediazione.
Dalle auto elettriche fino ai razzi riutilizzabili, passando per la comunicazione globale via satellite, l’obiettivo è sempre lo stesso: accorciare la distanza tra infrastruttura e utente finale. Con Xmoney, questo filo si tende fino a sfiorare uno dei sistemi più regolati e resistenti al cambiamento: quello bancario. Per capire la portata dell’iniziativa, bisogna partire dal presupposto che Musk non ha costruito una banca nel senso tradizionale del termine. Xmoney si colloca nella zona grigia tra fintech e piattaforme digitali, dove il denaro diventa una funzione accessoria di un ecosistema molto più grande.
In altre parole, non si tratta di aprire un conto corrente in senso stretto ma di utilizzare un portafoglio digitale integrato direttamente nell’app X.
I suoi concorrenti bancari sono SoFi Technologies, Block e LendingClub. Proviamo a capire cosa fanno. SoFi Technologies, per esempio, è un’azienda di tecnologia finanziaria. Fondata nel 2011 da studenti della Stanford University opera come banca diretta con carta nazionale. È il più grande finanziatore online con sede negli Stati Uniti e conta quasi quindici milioni di clienti. SoFi Technologies inizialmente si è concentrata sui prestiti studenteschi, utilizzando la data science per valutare il rischio dei finanziamenti. Col tempo, ha ampliato la sua offerta includendo prestiti personali e auto, mutui, carte di credito, investimenti azionari, assicurazioni, pianificazione patrimoniale e conti bancari. È stata la prima startup di tecnologia finanziaria a servizio completo a ricevere una licenza negli Usa nonché la prima banca a offrire il trading di criptovalute.
Parlare di SoFi Technologies serve a capire meglio che cos’è Xmoney e che cosa fa nel mondo dei pagamenti. Tutto questo aspettando a giugno la più grande quotazione della storia: Space X. L’azienda di Musk ha divulgato un prospetto sul sito web della Sec. La società ha delineato i dettagli dell’Ipo (Initial public offering) durante una riunione con il team di banchieri. L’impresa ha dichiarato che Goldman Sachs, insieme a Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan, guideranno l’offerta. «Il retail sarà una parte fondamentale di questa operazione», ha sottolineato il direttore finanziario Bret Johnsen. Space X ha comunicato di voler destinare un’ampia porzione di azioni agli investitori retail, magari proprio a quelli di Xmoney. A questa tipologia di investitori sarà offerto almeno il 30%. Il prospetto fa capire che SpaceX potrebbe raccogliere 80 miliardi di dollari. Sarà l’Ipo più ricca di sempre. Il record attuale è detenuto da Saudi Aramco. La società dovrebbe debuttare in Borsa intorno al 12 giugno. La società ha una valutazione tra 1.500 e 1.750 miliardi.
Che altro aggiungere? Musk non sarà mai un banchiere tradizionale ma sicuramente è un visionario. «Il genio è la capacità di vedere dieci cose dove l’uomo comune ne vede una o dove l’uomo di talento ne vede due o tre», ha scritto Ezra Pound.
3 giu 2026 | 09:47