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Cosetti e Barnabà, argenti al bacio nella Senna: chi sono i fidanzati triestini che si tuffano da 20 metri

Cosetti e Barnabà, argenti al bacio nella Senna: chi sono i fidanzati triestini che si tuffano da 20 metri

Ah, l'amour. Andrea e Elisa, innamorati con al collo una medaglia d'argento. I due fidanzati di Trieste realizzano il sogno più grande a due ore di distanza uno dall'altro.

Elisa Cosetti ispira la finale di Andrea Barnabà. È la prima a tuffarsi, una Penelope che sa tessere la tela del tempo. «Ho atteso questa gara per quattro anni, dopo aver conquistato da giovanissima il bronzo agli Europei di Roma 2022. Volevo proprio vedere quanto fossi cresciuta. Avevo sensazioni positive, ho detto alla mia famiglia di venire. Andrea è stato fondamentale nel tranquillizzarmi».

Con il quadruplo barani ritornato raggruppato (87.40) Elisa tira un sospiro a metà tra il sollievo e la gioia. Da sotto il Pont de Bir-Hakeim c'è Andrea che guarda con emozione la sua dolce metà, gli sembra un segno premonitore per la sua finale. Si sente gasato. A 22 anni è il più giovane di tutti i finalisti della spettacolare disciplina dai 20 metri. Era al comando dopo i primi due tuffi del venerdì, leader inaspettato.

La finale passa alla storia per il romeno Preda che piazza un coefficiente di difficoltà disumano (5.2): quadruplo salto indietro carpiato dal punteggio monstre (145.60). Barnabà con il suo quadruplo barani ritornato (117.60) fa l'impresa di un argento che guarda al futuro. E non al passato, a quel distratto funzionario dell'anagrafe di Trieste che mise per sbaglio l'accento sul cognome. Sul podio, terzo, sua maestà Gary Hunt a 42 (!) anni. «Quando ho visto che Elisa vinceva l'argento, ho pensato che fosse destino lo vincessi anche io. Avevo la Tour Eiffel davanti, ad ogni tuffo le schiacciavo l'occhiolino». Tra i due innamorati medagliati scatta il più romantico dei baci proprio all'ombra della Dame de Fer.

Au revoir Senna. I caimani hanno finito le loro fatiche. Nell'ultima gara degli Europei del fondo l'Italia si prende una doppia soddisfazione. Arriva l'argento della staffetta mista 6km grazie al quartetto formato da, in rigoroso ordine di frazione, Barbara Pozzobon, Ginevra Taddeucci, Marcello Guidi e Gregorio Paltrinieri. Si festeggia anche il titolo europeo dell'Italia come miglior Nazione, attestato di laurea per la profondità del movimento.

La regina è Ginevra Taddeucci, anche se bisticcia un po' con i complimenti, non se la tira e si sminuisce. Alla «zozza» Senna penserà con gli occhi più a cuore. Il ricordo del bronzo olimpico 2024 è impreziosito dalla doppietta tutta d'oro (5km e 10km). Ha vinto anche il bronzo nella Knockout e con tigna furiosa ha nuotato una seconda frazione capolavoro nella staffetta che ama tanto. «La squadra per me è una cosa proprio sacra, si riesce a dare quel qualcosa in più anche senza energie». Via sulla moto del fidanzato Matteo Furlan, viaggio di rientro non troppo comodo con il casco al posto della corona.

Torna a casa anche Greg, niente gare in vasca. Decisione saggia, i suoi 1500 quest'anno non li ha preparati. Una leggenda del suo calibro (58esima medaglia internazionale), non ha certo bisogno di esserci solo per il foglio presenze. Nell'ultima frazione della staffetta regala l'ennesima rimonta, recupera 10" di svantaggio, con astuzia, e con una progressione perentoria, per poco non fa il colpaccio su Wellbrock. 

Germania d'oro, Italia d'argento e Ungheria di bronzo. Per Paltrinieri due medaglie, due quarti posti, e una schiettezza che ha il gusto del Suze, l'aperitivo amarognolo dei bistrot parigini: «Torno a casa con un po' di delusione. Non mi basta sapere di potermela giocare, mi basterebbe toccare davanti a tutti». Del resto, senza quest'ambizione feroce non sarebbe mai diventato SuperGreg.

9 ago 2026 | 07:13

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