Il racconto di una piccola orsa marsicana e di chi ha tentato l'impossibile per restituirle la libertà conquista il Globo Verde 2026. L'estate dell'Orsa Maggiore, il docufilm scritto e interpretato da Giuseppe Festa e diretto da Andrea D'Ambrosio, si è aggiudicato il riconoscimento assegnato dall'Associazione della stampa estera in Italia al miglior documentario dedicato ai temi ambientali ed ecosociali. La premiazione si è svolta ieri a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, nell'ambito della 66ª edizione dei Globi d'Oro.
Tratto dall'omonimo libro (Garzanti), il documentario sarà trasmesso dalla Rai il prossimo autunno e porta sullo schermo una delle vicende più significative della conservazione dell'orso bruno marsicano, sottospecie simbolo dell'Appennino centrale e tra i mammiferi più minacciati d'Europa. «Ho imparato molto dai protagonisti di questo film: persone che, lontano dai riflettori, praticano una forma silenziosa di resistenza. In un tempo che consuma territori, risorse e futuro con una voracità senza precedenti, loro scelgono ogni giorno la strada della cura», ha spiegato l’autore Giuseppe Festa.
Al centro della storia c'è Morena, una cucciola d'orso rimasta orfana e ritrovata nel Parco Nazionale d'Abruzzo quando aveva appena quattro mesi. Pesava soltanto tre chili, non era ancora svezzata e tutto lasciava pensare che sarebbe stata destinata a vivere in cattività. Lo staff del Parco, invece, decide di tentare una strada mai percorsa prima: allevarla limitando al massimo il contatto con l'uomo, per darle la possibilità di tornare a vivere allo stato selvatico.
Attraverso testimonianze, ricordi e immagini della natura appenninica, Giuseppe Festa ricostruisce quella sfida scientifica e umana, raccontando non solo il salvataggio dell'orsa ma anche il cambiamento vissuto da chi se ne è preso cura. Ma il documentario cambia direzione durante le riprese. Mentre la troupe è impegnata a raccontare una vicenda del passato, arriva la notizia del ritrovamento di un'altra cucciola d'orso rimasta sola: Nina. La narrazione segue il nuovo intervento dei biologi e il delicato percorso che potrebbe riportare anche lei nei boschi del Parco. Il passato lascia spazio al presente e il film accompagna lo spettatore fino al ritorno dell'orsa alla libertà.
Nel corso del viaggio cambia anche lo sguardo dello stesso Festa, che da semplice narratore diventa parte della storia, trasformando il documentario in un'esperienza personale e in una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. A rafforzare questa dimensione contribuisce la voce narrante di Sergio Castellitto, che interpreta alcuni passaggi del celebre discorso di Capo Seattle, considerato dall’Onu uno dei testi più significativi dedicati al rapporto tra l'umanità e la Terra, “il più alto e commovente discorso ecologico mai pronunciato dall’uomo”.