Sport

Milan, Inter e Juventus: idee vaghe e lontane. Nel calcio d'estate i nuovi funzionano ma c'è il peso dei partenti

Milan, Inter e Juventus: idee vaghe e lontane. Nel calcio d'estate i nuovi funzionano ma c'è il peso dei partenti

Nella centrifuga del calcio contemporaneo possiamo fissare il weekend dell'11 ottobre come partenza «seria» della stagione dei club. Per quel giorno saranno alle spalle, ormai digeriti, il mercato, le scorie post-Mondiali e il lungo intermezzo delle nazionali, inedito nella dimensione autunnale di 4 partite in tre settimane.

Il problema è che a quella data la serie A avrà già giocato cinque giornate più il primo turno delle coppe europee, e stiamo parlando di tanti punti in palio — 15 solo in campionato — tra formazioni incomplete, in rodaggio, ancora passibili di importanti variazioni di mercato. Punti che alla fine peseranno, e che quindi in un modo o nell'altro andranno presi.

È per questo che Inter-Milan e Juve-Chelsea di ieri, amichevoli di gran nome ma vaghe e lontane come da costume estivo, contenevano elementi di interesse. Perché anche se di nuovo abbiamo visto 90 minuti di Celik nella Juve, 45 di Stankovic e 20 di Provedel nell'Inter e 27 di Gonçalo Ramos nel Milan — poco più di niente, quindi — ci si è fatti una prima idea sulle forze che dovranno supplire (come ha detto Chivu, utilizzare Lautaro e Thuram nel match del 22 agosto quando a oggi sono ancora in vacanza sarebbe rischioso) e sui temi in ballo all'interno delle rose.

Il più forte è quello dei partenti che non partono perché mancano offerte adeguate: Leao pensava di finire in Premier, e invece l'hanno cercato solo dalla Turchia. Due mesi fa la rottura con il Milan sembrava totale, ma ieri ha tirato fuori un paio dei suoi numeri, e nella mente di Amorim i «perché no?» sono aumentati. Ha giocato bene anche Pavard, che guadagna troppo per essere la seconda riserva nel ruolo — oggi lo è — ma stenta a trovare un amatore che liberi l'Inter dal fardello del suo ingaggio: se lo stallo prosegue, finirà per restare. Douglas Luiz è difficilmente vendibile, ma nella coppia arretrata di centrocampo ha il suo perché, e Spalletti lo sa.

In più ieri abbiamo riscoperto il sinistro di Zhegrova che pareva liquidato e invece s'è riguadagnato un po' di ossigeno; la bravura del portiere milanista Torriani, e occhio che se non parte Leao l'unico elemento negoziabile della rosa diventa Maignan; la verve di Matteo Lavelli, attaccante interista del 2006. E da qui all'11 ottobre è ancora lunga.

6 ago 2026 | 07:31

Potresti esserti perso