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Sara Curtis superstar con i metodi Usa: il «Guardiola» della piscina che l'adora, la musica a mille per superare la fatica

Sara Curtis superstar con i metodi Usa: il «Guardiola» della piscina che l'adora, la musica a mille per superare la fatica

La quiete dopo la tempesta di prestazioni, emozioni, considerazioni. Tornata in Italia, Sara Curtis ha iniziato le sue ridottissime vacanze, tre giorni con il fidanzato Andrea per spegnere le candeline dei suoi primi 20 anni (nata il 19 agosto 2006). Poi il rientro a Savigliano da mamma Helen e papà Vincenzo, gustando la zuppa di ogbono, piatto tradizionale africano che la madre non manca di farle trovare a tavola. Appena 48 ore di coccole familiari e sarà già tempo di ripartire. Il 22 agosto ha il volo per tornare a Charlottesville (Virginia), non più matricola ma «sophomore», studentessa del secondo anno alla Virginia University. 

È tutto diverso rispetto all’agosto del 2025, quando fu accolta con curiosità dalle plurimedagliate compagne di allenamento, spronata ma anche coccolata dal coach Todd DeSorbo. Lo status di Sara è ora totalmente cambiato. Non è più una semplice titolare delle Cavaliers che lo scorso marzo hanno vinto il sesto titolo consecutivo Ncaa. È la squadra più titolata del nuoto a stelle e strisce, paragonata al Real Madrid anche se DeSorbo assomiglia poco a Mourinho. È più il Guardiola delle piscine, arrivato in Virginia nel 2017 da capo allenatore ha rivoluzionato metodologia e mentalità. Bisnonni italiani, ma non parla la nostra lingua; 49 anni, Todd è come Pep, affamato, vincente, anche un po’ ossessionato, senza mai perdere l’eleganza e l’umanità. 

Quando lo scorso giugno lo abbiamo incontrato a Roma, in occasione del torneo Settecolli, ci raccontava la sua visione di Sara Curtis: «È un’atleta incredibile, si allena davvero sodo, adoro il suo essere divertente. Chi si allena con me deve essere prima di tutto una bella persona, è il mio must di selezione. Vedrete che Sara farà presto un primato del mondo».
Previsione azzeccata da parte del tecnico che ai Giochi di Parigi 2024 era stato il capo allenatore della Nazionale femminile degli Stati Uniti. Con le sei medaglie conquistate agli Europei, ma soprattutto con il doppio record del mondo nei 50 dorso (26”56), Curtis ha sfondato il portone di un club elitario, lo ha fatto a modo suo, senza chiedere permesso, con lucidità, senza cenni di arroganza. 

«L’impresa più bella è proprio questo record, era tanto voluto e sono contenta che sia arrivato adesso», ha ripetuto all’aeroporto di Linate, al suo rientro ieri in Italia. Il miglioramento è avvenuto grazie ai metodi di DeSorbo che si fondano sulla forza e sulla varietà. «È fissato con il potenziamento delle gambe, quando ci fa utilizzare le calze in acqua, per aumentare la resistenza, mi escono certe lacrime di fatica», ci aveva confessato Sara.
In Virginia tutti devono allenare i quattro stili, anche Curtis inizia le sedute con i misti, l’obiettivo è rendere gli atleti completi, adattabili e motivati, senza il rischio che si possano annoiare, a tal proposito l’utilizzo della musica sparate a palla è essenziale come colonna sonora di ogni allenamento. 

«Dobbiamo iniziare a preparare davvero i 100 dorso», ha scritto domenica Todd a Sara dopo averla vista demolire due volte l’ennesimo primato italiano. Adesso tornerà a condividere la corsia con superstelle come Gretchen Walsh e Kate Douglass, che due giorni fa ha portato il nuovo record del mondo dei 50 stile a 23”19, ma lo farà da pari a pari, al loro stesso livello, Curtis collega di primati del mondo. La nuova considerazione verso Sara, l’attenzione mediatica schizzata alle stelle, il suo modo di parlare e raccontarsi che buca lo schermo, è la nascita del suo fenomeno natatorio e pure del personaggio. Lungo l’asse Italia-Usa continuerà a lavorare con il traguardo fissato al SoFi Stadium di Los Angeles, teatro del nuoto olimpico tra due anni. «Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana, noi vogliamo aiutare Sara a vincere una medaglia olimpica nel 2028». E la promessa di coach Todd.

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