Dopo l’integrazione di Pop Sondrio, Bper si prepara a entrare di nuovo nel risiko facendo la sua parte sugli sportelli Monte Paschi e intanto chiude il miglior semestre della sua storia con 1,3 miliardi di utile (+14,7%), grazie anche al risultato conseguito nel secondo trimestre, il più alto in assoluto. «La crescita degli impieghi – con nuove erogazioni per oltre 13 miliardi di euro -, l’incremento delle masse gestite e amministrate e lo sviluppo delle attività a maggior valore aggiunto testimoniano la validità del nostro percorso», ha commentato Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper.
«In soli diciotto mesi, abbiamo guidato un cambiamento straordinario - sotto il profilo dimensionale, di posizionamento strategico e modello industriale - trasformando Bper in un gruppo bancario nazionale con forti fondamentali, competenze e capacità di investimento per supportare in modo sistemico il Paese. Abbiamo dimostrato di essere capaci di gestire e trasformare ogni discontinuità in opportunità di crescita sostenibile e costruito un assetto che ci rende oggi pronti a tutte le sfide future». A cominciare dalle nuove proiezioni del piano industriale «B:Dynamic | Full Value 2027», che nel primo anno di applicazione, il 2025, ha già superato gli obiettivi. Ma anche a cominciare dalla proposta non vincolante per acquisire i pagamenti e la banca depositaria di Bff, oggi semi-commissariata e in fase di risanamento.
Il risultato record si è avuto grazie alla corsa dei ricavi, attestatisi a 3,5 miliardi (+2,6% anno su anno) spinto dal margine di interesse (2,2 miliardi, +1,4%) e dal contributo crescente delle commissioni nette (1,3 miliardi, +4,8%), in particolare quelle di raccolta gestita (429,9 milioni, +12,8%) e bancassurance (70 milioni, +13,2%). Le attività finanziarie totali si attestano a 424,3 miliardi (+4,4%) con la raccolta diretta da clientela a 167,1 miliardi (+0,9%) mentre quella gestita è cresciuta a 87,1 miliardi (+11,4%). L’indicatore di solidità patrimoniale Cet1 Ratio è al 15%, maggiore di quello fissato al 14,5%. Il giro di boa di metà anno spinge Bper a migliorare la guidance e ad avviare un buyback oltre che a staccare un acconto di dividendo per 700 milioni. A oggi le distribuzioni cumulate agli azionisti sul 2025 e quelle accantonate a valere sull’utile del primo semestre 2026 superano 3,1 miliardi, includendo lo share buyback già autorizzato fino a 750 milioni.
L’aggiornamento delle proiezioni al 2028 prevede di remunerare i soci con 7,5 miliardi nel periodo 2025-2028 e passerà da tre capisaldi. Il potenziamento dell’offerta di Corporate Banking e Investment Banking, con gli impieghi corporate attesi in crescita da circa 55 miliardi nel 2025 a circa 62 miliardi (+13%). Il rafforzamento del Private Banking e del Wealth Management che vedrà le masse gestite, inclusi i prodotti Vita, aumentare dai 106 miliardi del 2025 a circa 125 miliardi (+18%), mentre le commissioni del Wealth Management sono previste a circa 1,2 miliardi (+14%), dagli attuali 1,1 miliardi. Infine lo sviluppo delle opportunità nella bancassurance, qui le commissioni assicurative nette, esclusi i prodotti Vita, saliranno da circa 148 milioni a circa 230 milioni (+55%). L’impiego dell’Ai e del digitale si stima genererà risparmi lordi per circa 300 milioni. A fine piano l’utile di Bper si attesterà a quasi 2,7 miliardi nel 2028.
6 ago 2026 | 10:28