Economia

Delfin, l’eredità non si sblocca e Leonardo Maria Del Vecchio non partecipa all'assemblea: «Criticità irrisolte». Il braccio di ferro con Rocco Basilico

Delfin, l’eredità non si sblocca e Leonardo Maria Del Vecchio non partecipa all'assemblea: «Criticità irrisolte». Il braccio di ferro con Rocco Basilico

Dopo una fase conflittuale con gli altri soci e con lo stesso board, Leonardo Maria Del Vecchio ha deciso di non partecipare all’assemblea di Delfin. Gli altri azionisti hanno approvato all’unanimità il bilancio – chiuso con 1,5 miliardi di utile – e nominato i commissari (una sorta di collegio sindacale) dopo una votazione che ha visto approvati i nomi di Lara Forte e Fabio Scoyni mentre non è stato eletto Marco Talarico, indicato da Leonardo Maria e dalla madre Nicoletta Zampillo.

Non è entrata all’ordine del giorno dell’assise la discussione sul riassetto Delfin. Né quello proposto da Leonardo Maria, né quello di Rocco Basilico. È stato approvato l’essenziale e quindi anche l’innalzamento del tetto del dividendo all’80% non è stato sottoposto al voto. Quindi i soci avranno cedole al 10% dell’utile, pari a 120 milioni da dividere in otto.
Leonardo Maria non ha voluto prendere parte all’assise. Le motivazioni sono scritte in una lettera in cui il quarto figlio del fondatore Leonardo Del Vecchio segnala di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025. È su questa base che ritiene di non essere nelle condizioni di prendere parte a un'assemblea che tratta anche quel punto. Questo, in modo determinante, è uno dei motivi che ha indotto Leonardo Maria a non partecipare».

Il giovane imprenditore nella lettera ripercorre tutta la serie di gravi criticità irrisolte dal suo punto di vista. «Nell'assemblea del 27 aprile, quando sei soci (sette su un punto specifico) avevano votato a favore delle sue proposte di delibera Leonardo Maria riteneva di aver ottenuto conferma dell'appoggio di gran parte dei soci e, di conseguenza, di Delfin. Da allora, «vari fattori sono cambiati».

Anzitutto la richiesta, avanzata nelle scorse settimane, di un impegno da parte del Board ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio. Una struttura – ricorda - che avrebbe lasciato in capo a Leonardo i rischi finanziari dell'operazione, a condizioni vantaggiose per Delfin stessa. Per settimane, alcuni membri del board «si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali», senza mai approfondire nel merito la richiesta.

Poi, l’affondo nei confronti del consiglio. «Mentre il cda restava silente, alcuni consiglieri hanno intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando - sottolinea LMDV - confusione e sfiducia». Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, LMDV segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo solo risposte telefoniche. Sollecitato il 24 giugno a esprimersi formalmente, il consiglio, come noto, si è diviso.

A questo – si legge nella lettera di Leonardo Maria - si aggiunge la posizione di Rocco Basilico con il quale la pace era stata detta ma mai firmata. Ne contesta nuovamente l'iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022 senza che ve ne fossero i presupposti e senza alcuna verifica, denunciando «un'ingiustificabile inerzia» del cda, che non risulterebbe aver mai svolto un'analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre. Lmdv ribadisce formalmente la propria contrarietà all'ammissione di Basilico a intervento e voto, richiamando le posizioni già espresse sin dall'assemblea del 13 novembre 2025, e si riserva di impugnare le delibere assunte con il suo concorso. Tesi naturalmente smentita dallo stesso Rocco affiancato dai legati dello studio PedersoliGattai.

La lettera richiama inoltre le iniziative avviate da Rocco Basilico - definite da LMDV una reazione «scomposta» a procedimenti che lo riguardano direttamente, non nel merito dell'operazione. «Tali iniziative hanno contribuito a una situazione ormai critica: cinque soci hanno notificato le loro transfer notices, fino a far emergere apertamente, da parte dello stesso Basilico, l'ipotesi della liquidazione degli asset a sconto», uno scenario che LMDV respinge, definendolo «sconveniente e illogico».

30 giugno 2026, 16:43 - Aggiornata il 30 giugno 2026 , 16:50

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