Economia

Eredità Del Vecchio, la conta finale su bilancio e vendita dei «gioielli»

Eredità Del Vecchio, la conta finale su bilancio e vendita dei «gioielli»

Nuove vendite alla Borsa di Parigi del titolo EssilorLuxottica, il pezzo di pregio del portafoglio di Delfin, che ieri ha chiuso con -2,68%, in calo di circa il 50% dai picchi di novembre. Il duro confronto che nasce dalle posizioni contrastanti degli otto soci — con il 12,5% a testa — sul riassetto della cassaforte pesa sull’andamento del gruppo, impegnato in una trasformazione tecnologica. Oggi, in Lussemburgo, si confronteranno in un’assemblea che si preannuncia tesa, malgrado sia in corso qualche tentativo di trovare una soluzione ma su posizioni che restano distanti.

 All’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio, con un utile stimato in 1,5 miliardi. Per l’ok ai conti bastano cinque voti su otto ma non è da escludere che non si trovi il consenso necessario. Anche se Leonardo Maria, Rocco Basilico, la loro madre Nicoletta Zampillo, Claudio e Marisa sarebbero orientati verso un voto favorevole. 
Secondo la legge lussemburghese è necessaria la bocciatura di tre bilanci per nominare i commissari e liquidare sul mercato le partecipazioni della cassaforte che ha un valore netto di circa 40 miliardi. Ma è chiaro che sarebbe un segnale negativo. 

L’altro punto riguarderà la «transfer notice», cioè la domanda di trasferimento delle quote di Rocco Basilico e di Clemente Del Vecchio ciascuno a un veicolo di proprietà. Obiettivo, vendere a termine e, in attesa di un accordo, renderle più flessibili. E qui sono attese posizioni discordanti. In primo luogo quella di Leonardo Maria i cui legali hanno diffidato il consiglio a non ammettere Rocco Basilico all’assemblea «né di consentire allo stesso l’esercizio di alcun diritto di voto». E di non porre in votazione «l’illegittima Transfer Notice» proposta da Basilico che ha ribadito di essere «pieno proprietario» del 12,5% della holding di famiglia. 

Sarà un’assemblea lunga che potrebbe esaminare le due proposte. Quella di Leonardo Maria che prevedeva di acquistare per 10 miliardi il 25% di Luca e Paola con le garanzie Delfin ma che è stata respinta dal cda e prima ancora non ha visto il favore delle banche finanziatrici. L’assise di oggi sarà l’occasione di fare emergere le posizioni dei soci che dovrebbero nominare i commissari per l’audit: l’ex ad di Lmdv Capital Marco Talarico, Lara Forte e Fabio Scoyni. 

Lo sarà anche per Rocco Basilico che ha fatto riemergere la proposta di un anno fa: liquidare le quote in Mps, Generali e Unicredit che pesano per 10-15 miliardi e sarebbero appetibili in un momento di forte consolidamento bancario. Obiettivo, fornire liquidità alla cassaforte per acquistare le azioni di chi tra i soci vuole vendere. Per calcolare quanto «vale» Delfin, Basilico ha proposto di stimare le quote finanziarie al 100% del loro valore di mercato. Mentre su EssilorLuxottica si applicherebbe uno sconto del 25%. Un’operazione contestata da Leonardo Maria che avrebbe comprato a prezzo pieno. 

Non è da escludere che si possa procedere anche in più tappe, cedendo cioè le partecipazioni bancarie in parallelo con l’evoluzione del risiko. L’ipotesi che emerge è di andare a un riparto grazie ai circa 1,5 miliardi di flussi di dividendi che Delfin incassa ogni anno, oltre ai circa 7 miliardi di riserve. Tutto è iniziato dopo l’apertura del testamento di Leonardo Del Vecchio, quando Luca, Clemente e Paola hanno accettato le volontà con beneficio di inventario congelando la successione completata al 99%. Mancavano da versare circa 300–400 milioni per onorare i legati e le tasse. Una cifra che pesa solo per l’1% del net asset value totale di Delfin.

30 giu 2026 | 07:40

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